Videosorveglianza condominio

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La videosorveglianza in condominio

Quando si vive all’interno di un condominio può rendersi necessario installare delle telecamere per la videosorveglianza sia degli spazi comuni, come l’atrio di ingresso e il giardino condominiale, sia per sorvegliare le proprietà dei singoli condomini.

Vediamo cosa dice la normativa sulla videosorveglianza in condominio.

Videosorveglianza in condominio: la normativa

La principale normativa in materia di videosorveglianza in condominio è dettata dall’art. 1122 c.c., introdotto dalla legge di riforma del condominio.

Questo articolo del codice civile disciplina semplicemente la videosorveglianza disposta dall’assemblea condominiale, stabilendone i quorum di approvazione e rendendola così di fatto legittima.

È quindi possibile per l’assemblea condominiale deliberare, con la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio, l’installazione di una telecamera sulle parti comuni dell’edificio (ingressi, cortili, parcheggi, scale, pianerottoli).

L’unica finalità delle videoriprese, da specificare nella delibera pena la sua invalidità, deve essere quella di garantire i beni comuni e individuali nonché l’incolumità degli stessi condomini e famigliari.

Ovviamente deve essere garantita la riservatezza di coloro che abitano e frequentano il condominio.

La videosorveglianza dovrà quindi essere attuata nel rispetto delle indicazioni dettate dal Codice della Privacy e dal provvedimento del Garante della Privacy del 2013 “Il Condominio e la Privacy”.

Telecamere in condominio.

Vediamo allora quali sono le regole che devono essere rispettate quando si vogliono installare delle telecamere in condominio.

Innanzitutto vi è l’obbligo di segnalare le telecamere con appositi cartelli, eventualmente avvalendosi del modello predisposto dal Garante. I cartelli devono essere installati in un luogo visibile e aperto al pubblico.

Le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato, tendenzialmente non superiore alle 24-48 ore, anche in relazione a specifiche esigenze come alla chiusura di esercizi e uffici che hanno sede nel condominio o a periodi di festività.

Per tempi di conservazione superiori ai sette giorni è comunque necessario presentare una verifica preliminare al Garante.

Le telecamere devono riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage…), possibilmente evitando la ripresa di luoghi circostanti e di particolari che non risultino rilevanti (strade, edifici, esercizi commerciali ecc.).

I dati raccolti (riprese, immagini) devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne consentano l’accesso alle sole persone autorizzate (titolare, responsabile o incaricato del trattamento).

 videosorveglianza condominio
Videocamera di sorveglianza

Telecamere installate dal singolo condomino.

Accade sempre più spesso che un singolo condomino decida di installare autonomamente e privatamente una telecamera per sorvegliare la spazio esterno alla propria abitazione.

Le domande che spesso ci si pone in un caso simile sono: è necessaria la preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale?

Quali zone posso riprendere con l’impianto di videosorveglianza senza rischiare di incorrere in qualche illecito?

Anzitutto è bene chiarire subito che per installare una telecamera privatamente non è richiesta la preventiva autorizzazione degli altri condomini, né tanto meno è necessario installare apposito cartello di segnalazione.

Ad un condizione però.

Che la telecamera sia installata in modo tale da riprendere esclusivamente il proprio spazio privato.

Una telecamera privata, per essere lecita, potrà quindi riprendere esclusivamente la propria porta d’ingresso, oppure il proprio garage o giardino, senza inquadrare tutto il pianerottolo oppure tutto il garage.

Proprio in ragione del fatto che le installazioni provate non invadono la sfera di soggetti terzi né le immagini sono visibili ad estranei, le stesse non sono soggette al rispetto delle prescrizioni dettate dal Codice della Privacy.

È importante poi sapere che chiunque effettui registrazioni su proprietà altrui non solo è soggetto alle sanzioni amministrative indicate dal Codice della Privacy, ma tale condotta può anche configurare oltre che un illecito civile (art. 833 c.c. “divieto di atti emulativi”), anche un’ipotesi di illecito penale, integrando il reato di “interferenze illecite nella vita privata” ex art. 615 bis c.p. o quello di molestie ex art. 660 c.p.

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