Rumori in condominio

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Il Principio della normale tollerabilità

Uno dei motivi per cui si litiga in Condominio sono sicuramente i rumori molesti. 

Per esempio il classico ticchettio delle scarpe della signora del piano di sopra, lo spostamento di mobili, la tv tenuta a volume troppo alto, l’abbaiare del cane, i bambini che giocano, gridano e corrono, l’aspirapolvere.

Quali sono gli orari durante i quali non è possibile fare rumore in condominio?

La prima cosa da fare per rispondere a questa domanda è guardare cosa dice in proposito il Regolamento Condominiale.

Gli orari del silenzio da rispettare, di massima, vanno dalle 21 alle 8 e dalle 13 alle 16 mentre nel resto della giornata è consentito fare rumore. 

Com’è possibile intervenire per interrompere questi rumori? 

Il problema dei rumori è forse quello che, più degli altri, non trova una certezza giuridica.

Per capire se un rumore è lecito o vietato, si deve fare riferimento al concetto di normale tollerabilità, proprio perché la norma di riferimento, l’art. 844 c.c., parla di possibilità di impedire un rumore, solo se esso supera la normale tollerabilità. 

In esso si legge al primo comma, in sintesi, che “il proprietario di un fondo non può impedire…i rumori…derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi”; prosegue poi l’articolo precisando che “nell’applicare questa norma, l’Autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione, con le ragioni della proprietà”.

Perché la norma è così generica e parla di fondi?

Si citano i fondi perché dobbiamo pensare al fatto che l’attuale codice civile è stato scritto nel 1942, quando ancora l’Italia era un paese prevalentemente rurale. 

Ma, ovviamente, in quanto generica, tale disposizione è applicabile per analogia anche a tutte quelle situazioni di vicinato che comportano la cosiddetta immissione di rumore, come appunto il Condominio.

Perciò, per capire se un rumore è lecito o vietato, si deve fare riferimento al concetto di normale tollerabilità, proprio perché la legge fa riferimento alla possibilità di impedire un rumore, solo se esso supera la normale tollerabilità.

 E, quindi, voi vi chiederete, che cos’è la normale tollerabilità?

Un rumore è tollerabile (e quindi lecito) se la sua intensità, paragonata al contesto spazio-temporale in cui viene immesso questo rumore, è accettabile e sopportabile. 

Il criterio della normale tollerabilità

Purtroppo il criterio della normale tollerabilità non è ancorato a parametri oggettivi, ma dipende dalle caratteristiche del caso concreto.

Ecco qui spiegata la ragione per cui l’art. 844 c.c. è così generico.

Per cui, bisognerà considerare:

  • la durata del rumore e quindi se il rumore persiste per 5 minuti, mezz’ora, un’ora, mezza giornata, tutta la notte;
  • l’orario in cui lo stesso è prodotto, valutandosi differentemente se il rumore è prodotto di giorno oppure nelle ore di riposo;
  • la sua ripetizione nel tempo, per cui, per esempio, è tollerabile una festa data una volta all’anno, mentre sono assolutamente intollerabili festeggiamenti con cadenza settimanale o comunque molto frequenti;
  • l’ubicazione dell’appartamento del condomino dal quale provengono i rumori, nel senso che un rumore proveniente da un appartamento che affaccia su una strada particolarmente rumorosa dovrà considerarsi più tollerabile, perché di fatto lo è, rispetto allo stesso rumore proveniente da un appartamento immerso nel verde dove non passano auto e dove il silenzio è predominante.

Ma in concreto che si fa?

Il punto di partenza è sempre il regolamento condominiale. 

Se questi rumori sono eccessivi e vengono prodotti in orari vietati dal regolamento condominiale, occorre rivolgersi all’amministratore, il quale potrà innanzitutto intervenire scrivendo una lettera direttamente al condomino (se il responsabile è individuato) o, se non si conosce esattamente il responsabile, con il classico avviso in bacheca condominiale.

L’Amministratore potrà poi indire un’assemblea straordinaria nel corso della quale richiamare il condomino al rispetto delle regole. 

Addirittura, per le infrazioni al regolamento, può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad € 200,00 che, in caso di recidiva, può arrivare fino ad € 800,00. Tale somma viene destinata al fondo di cui l’Amministratore dispone per le spese ordinarie.  

In tale ipotesi deve esserci però nel regolamento condominiale l’espressa previsione di poter comminare sanzioni in Condominio. 

L’art. 70 disp. att. c.c. stabilisce poi che l’irrogazione della sanzione debba essere deliberata dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio.

Sennonché questa previsione è purtroppo di difficile attuazione perché:

  • se il rumore molesta qualche condomino e non la maggioranza, è difficile che l’Assemblea deliberi la sanzione; 
  • se anche si ottenesse la delibera, questa potrebbe essere impugnata dal condomino sanzionato, che quindi di fatto bloccherebbe sul nascere la procedura;
  • se il condomino sanzionato non provvede spontaneamente al pagamento della somma, il Condominio per riscuotere coattivamente il quantum, dovrà passare attraverso una mediazione stragiudiziale, accollandosi i costi della medesima, e in un secondo momento, in caso di fallimento della mediazione, dovrà ricorrere al Tribunale che, previo accertamento dell’obbligo di pagamento, condanni il condomino sanzionato a pagare.
  • Manca inoltre qualsiasi specificazione legislativa sull’iter da seguire:
  • Chi accerta la violazione? L’amministratore, il consigliere, il custode, il singolo condomino?
  • Come? Con foto, video, documenti?
  • Al momento dell’approvazione dell’irrogazione, l’assemblea dovrà allegare materiale fotografico o documentale? Oppure si può irrogare una sanzione senza materiale probatorio?

Tutte questioni che ad oggi sono irrisolte e che necessiteranno conferme tramite i Tribunali.

Al di là della violazione del regolamento condominiale, se invece si vuole percorrere la strada della causa per ottenere l’interruzione del rumore ed eventualmente il risarcimento dei danni, bisognerà fornire la prova del rumore che si ritiene superi la soglia della normale tollerabilità. 

Come?

Per fornire tale prova si può ricorrere sia a tecnici specializzati che, con apposita strumentazione, rilevano l’intensità dei suoni, sia all’audizione di testi che abbiano avuto una diretta percezione dei rumori stessi.

Il Giudice di Pace è competente per questa materia qualsiasi sia il valore della controversia. 

Sappiate invece che se la domanda giudiziale è fondata sulla violazione di uno specifico divieto contenuto nel regolamento condominiale, non è più competente il Giudice di Pace, bensì il Tribunale.

Una volta accertato il superamento della normale tollerabilità dell’immissione rumorosa, il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il rumore provocato.

Il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di chi ha subito il fastidio provocato dal rumore. 

Orari per lavori condominiali

Quando si svolgono lavori di ristrutturazione nel proprio appartamento, i rumori che inevitabilmente ne derivano possono provocare disagio agli altri condomini.

Ecco allora che in tema “rumori in Condominio”, oltre alla sempre valida regola del buon senso, viene in soccorso la regolamentazione delle fasce orarie in cui il silenzio deve essere rispettato da tutti all’interno di un condominio.

In quale orario i lavori condominiali e in quali giorni della settimana è possibile svolgere lavori edili di ristrutturazione all’interno di un Condominio?

Leggi l’articolo completo Orari lavori in condominio.

Disturbo della quiete pubblica: quando il rumore configura un reato 

Quando una situazione di rumorosità oltre la normale tollerabilità comporta la violazione del diritto alla quiete e al riposo nelle proprie abitazioni di una pluralità di persone tendenzialmente ampia ed indeterminata, potrebbe configurarsi il reato di disturbo della quiete pubblica. 

Leggi l’articolo completo Disturbo della quiete pubblica (art. 659 C.P.)

Se nel tuo Condominio c’è chi non rispetta le fasce orarie in cui deve essere mantenuto il silenzio, provocando rumore che supera la normale tollerabilità, contattaci per una consulenza.

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